Non dobbiamo essere disposte ad accettare tutto!

«Siamo due infermiere che l’anno scorso si sono attivate per migliorare le inaccettabili condizioni di lavoro vigenti nel nostro Spitex.

Lavorare nel settore delle cure e dell’assistenza, recarsi a casa dei pazienti e prendersi cura di loro è molto impegnativo. Posso dire che tutti noi vogliamo aiutare i nostri pazienti dal profondo del nostro cuore. Ma per farlo, ci vogliono condizioni di lavoro dignitose. Nel nostro Spitex ci sono stati non pochi problemi, soprattutto dopo la fusione di più comuni in un unico Spitex. All’improvviso abbiamo avuto più pazienti di cui occuparci, dovevamo andare più lontano e la programmazione del lavoro è diventata più complicata. Il tono usato dal direttivo dell’azienda nei confronti del personale infermieristico era tutt’altro che rispettoso. In pratica, il direttivo dell’azienda ha caricato sulle spalle dei collaboratori le problematiche legate alla fusione. Gran parte del personale infermieristico non è stato più in grado di reggere una tale situazione e ha sofferto un burnout, molti hanno cercato un altro lavoro e se ne sono andati. Ciò ha comportato un notevole ricambio a livello di personale nel team.

Ma ad un certo punto ne avevamo abbastanza! Noi colleghe abbiamo deciso di unirci e abbiamo contattato l’Unia. Ci siamo attivate in 14, tutte donne, alcune delle quali anche ex-collaboratrici.

Insieme abbiamo pubblicato la nostra storia e abbiamo lanciato una petizione con l’obiettivo di cambiare finalmente le condizioni di lavoro. Più di 400 cittadine e cittadini hanno sostenuto le nostre rivendicazioni firmando la petizione. Molte delle persone che hanno firmato la petizione erano parenti delle pazienti e dei pazienti di cui ci prendiamo cura. È stato veramente bello vedere che le persone apprezzano il lavoro quotidiano da noi svolto con i loro familiari.

I nostri sforzi hanno dato i risultati sperati: siamo riuscite a garantire che la struttura dei turni della nostra azienda rispetti finalmente i periodi di riposo previsti dalla legge e che vi sia un nuovo modello di turni. Anche la distribuzione dei medicinali è finalmente organizzata in modo tale da ottemperare alle disposizioni di legge. A essere onesti, ci sono ancora le stesse persone nel direttivo dell’azienda che non sono esattamente tra le più cordiali e generose. Perlomeno hanno ricevuto il messaggio che noi collaboratrici non siamo disposte ad accettare tutto e questo è importante.

In conclusione: «Noi infermiere non dobbiamo essere disposte ad accettare tutto. Ci si può opporre!»

Simone*

Marianne*